Il Carlino 1715 MF/A coniato sotto Carlo VI d’Asburgo.

contributo di Pietro Magliocca

La produzione monetaria, sotto il dominio di Carlo III poi VI d’Asburgo, a Napoli,  ebbe inizio nel 1707 con l’arrivo nella città del conte Georg Adam von Martiniz che la occupò il giorno 7 luglio e nominato pochi giorni dopo, il 18 luglio, primo vicerè sotto Carlo III di Spagna. Riguardò l’emissione di due tipi di Carlini in argento dal peso di 2,20 gr. e da 20 mm. di diametro, classificati dal Pannuti e dal Riccio ai numeri 1 e 2 e dal Corpus vol. XX ai numeri 1 e 3. Le monete recano ancora la dizione CAR III DG REX HISP ET NEAP (Carlo III re di Spagna e di Napoli) perché coniate in epoca antecedente alla nomina ad imperatore; entrambe presentano al dritto sotto il busto del sovrano le sigle .IM. dell’incisore dei conii Giovanni Montmein (aiutante all’epoca) e al rovescio le sigle AG/A rispettivamente del mastro di zecca (Andrea Giovine) e quello di prova (Francesco Antonio Ariani). In occasione della oramai consueta cavalcata trionfale quando si celebravano vittorie ed eventi a Napoli, il Martiniz fece gettare al popolo acclamante molti esemplari di questa moneta (nei documenti si leggono di 3000 ducati equivalenti a 30.000 pz.) che con il motto al rovescio FIDE ET ARMIS avevano il significato inerente la conquista della città: l’occupazione era avvenuta con lealtà e con le armi.

 

Fig. 1

Carlino argento – gr. 2,12/2,17 – Ø mm 20 – taglio liscio – 1707.

D/protome leonina sul braccio           

D/CARIIIDGREX   HISPETNEAP; busto a testa nuda rivolto verso destra con lunga capigliatura, paludato e corazzato con protome leonina sul braccio; sotto le sigle .IM. in monogramma.

R/ FIDEET      ARMIS.; stemma coronato in cartella ornata, in alto a sinistra le sigle AG/A, sotto, tra il Toson d’oro, la data divisa in due.

 

 

 

 

 

Fig. 2

Carlino argento – gr. 2,12/2,17 – Ø mm 20 – taglio liscio – 1707

D/CAR IIIDG•   •REXHISPENEAP; busto a testa nuda rivolto verso destra con lunga capigliatura, paludato e corazzato; sotto le sigle .IM. in monogramma.

R/ FIDEET      ARMIS.; stemma coronato in cartella ornata, in alto a sinistra le sigle AG/A, sotto, tra il Toson d’oro, la data divisa in due.

Il carlino (fig. 2) classificato dal PR e dal Corpus al n. 1 si presenta con una disposizione, nella legenda, della parola REX posizionata a destra della parte alta del busto del re mentre nell’altro carlino (fig. 1) la parola REX si osserva incisa a sinistra. Le suddette monete sono state anche riportate e trascritte in un lavoro di Giovanni Bovi (BCNN anno XL gennaio/dicembre 1955). L’ulteriore diversità tra loro è rappresentata dal fatto che il carlino n. 1 presenta nel taglio del braccio del re, inciso, un protome leonina. Il protome è un elemento decorativo dipinto, inciso o in rilievo, molto diffuso nell’arte antica, costituito da testa o busto di uomo, animale o creatura fantastica, posto ad ornamento di elementi architettonici.

Dal 1715 si iniziò a produrre monete in argento di pregevole fattura tutte a nome di Carlo VI come Imperatore del Sacro Romano Impero e con i titoli di re di Spagna e di Sicilia. Il Ducato, il Mezzo Ducato, il Tarì ed il Carlino con le sigle IM ed MF/A furono le prime ad uscire dalla zecca; tali sigle corrispondono ai seguenti ufficiali di zecca: IM dell’aiutante incisore dei coni Giovanni Montmein e MF/A rispettivamente del mastro di zecca (Mattia di Franco) e quello di prova (Francesco Antonio Ariani); il di Franco subentrò ad Andrea Giovine ed assunse la carica il 28 marzo 1715.

La moneta che presento in questo breve scritto è il carlino del 1715 con le sigle al rovesco MF/A del mastro di zecca di Franco e del mastro di prova Francesco Antonio Ariani.

D/ CARVIDG    ROMIMPE; busto laureato con lunga capigliatura e corazza, volta a destra; nel taglio del braccio le sigle IM in monogramma.

R/ HISPVTRI      SICIREX; stemma coronato in cartocci cui è sospeso nella parte inferiore il collare del Toson d’oro; nel campo, in alto a sinistra le sigle MF/A in basso la data divisa in due dal Toson d’oro.

Nel corso degli studi su questa monetazione rilevai che proprio su questa moneta (carlino del 1715) ci potessero essere state delle sviste e/o errori di trascrizioni; in sostanza risulterebbe, con questo millesimo una sola tipologia, quella con le sigle GB/A del mastro di zecca successivo al di Franco, Giuseppe Basile. Non intendo dilungarmi su queste vicende, ma allo stato attuale, di carlini del 1715 esisterebbero monete con le sigle MF/A e monete con GB/A.

Giuseppe Basile prende la carica di mastro di zecca in data 1 novembre dell’anno 1715 e quindi fa siglare monete (GB) sotto la sua direzione già da questa data; in definitiva il carlino del 1715 è l’unica moneta che detiene la doppia maestranza (MF e GB). Tutte le altre sono siglate a partire dal millesimo 1716; ma non è tutto: da un attenta osservazione delle successive sigle (cioè le GB), possiamo notare che queste, almeno nel primissime coniazione, sono disegnate sulle precedenti MF e questa correzione comprova che i coni del carlino già preparati con MF vennero modificati sostituendo così le iniziali MF con GB di Giuseppe Basile.

Carlino del 1715 con sigle GB/A su precedenti MF/A

Dopo questa breve parentesi, ritengo che il carlino del 1715 con le sigle MF/A sia una moneta alquanto rara e della quale annovero un solo passaggio ad un’asta: la Varesi 42 del 17/11/2003 lotto 436.

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