La storia del Circolo Promotore Partenopeo “Giambattista Vico”

a cura di Pietro Magliocca

Il Circolo Promotore Partenopeo – Giambattista Vico, venne istituito nella città di Napoli, nel 1870 per un’iniziativa del comm. Domenico Jaccarino, con l’intenzione di promuovere lo studio e la diffusione delle lettere, delle scienze, delle industrie e delle arti; altresì si prefisse il compito di creare, nelle prigioni, nelle case di pena, nelle carceri, delle biblioteche circolanti, fornendo a proprie spese libri, modelli di caratteri, stampe, carte di musica, oggetti didattici e quant’altro poteva occorre, ma sempre nei limiti delle sue risorse finanziarie. Il Circolo ebbe la seguente denominazione: Circolo Promotore Partenopeo Giambattista Vico, Letterario, Scientifico, Industriale, Artistico.

Lo statuto definitivo venne emanato il 22 dicembre 1872; il circolo ebbe al suo interno tre categorie di soci, Fondatori, Promotori e Onorari, tutti intenti a svolgere attività (istruzione ed educazione) inerenti la diffusione letteraria, scientifica, industriale ed artistica nelle carceri del Regno.

Ai fondatori, che erano coloro i quali avevano pubblicato una qualche loro opera sia letteraria, sia scientifica, sia industriale, sia artistica (facendone pervenire copia al circolo), veniva conferita una medaglia d’oro di 1^ classe (che poi effettivamente sarà emessa in argento dorato, valutandosi come in tutti i sodalizi di questo genere più il valore morale che quello materiale) appositamente coniata dal Circolo, col busto di Giambattista Vico.

Le medaglie, di diametro 28,60 mm., fatte coniare dalla ditta Olivieri hanno da una parte la scritta: CIRCOLO PROMOTORE PARTENOPEO G.B. VICO . NAPOLI .  e dall’altra un cerchio d’alloro con lo spazio necessario affinchè ogni socio possa farvi incidere, volendolo, il proprio nome.

Ai soci promotori veniva conferita una medaglia d’argento di 2^ classe, e ai soci onorari, invece, una medaglia di bronzo di 3^ classe, (cfr. anche asta Varesi 18 aprile 2007, lotto 370 – concessa al presidente Onorario R. Bonghi, ma privata di appiccagnolo).

A tutti questi soci, indistintamente, veniva anche rilasciato un diploma firmato dal presidente fondatore, dai quattro consiglieri delle quattro sezioni del Circolo e dal segretario generale.

Ai soci del Circolo, invece, domiciliati fuori la città di Napoli veniva conferita una  medaglia in semplice metallo, o dorata o argentata  (Fig. 1, dorata) secondo le rispettive nomine.

Fig.1

Al presidente onorario perpetuo veniva invece concessa una medaglia di grande modulo, d. 57,50 mm.  fatta coniare sempre dalla ditta Olivieri di Napoli. (La foto della medaglia, non essendo mia, evito di inserirla).

Il Circolo Gianbattista Vico, informato anche ai principi di filantropia, carità e beneficenza, aveva anche lo compito di premiare la virtù, ovunque si trovava e per queste finalità aveva una seconda sezione, quella della “Virtù”. Questa sezione filantropico – umanitaria aveva la denominazione di “Pantheon dei Virtuosi Cosmopoliti” il cui scopo era quello di premiare il coraggio, l’abnegazione, la filantropia, la generosità, la carità, la morale e l’operosità.

La medaglia  concessa ai soci della sezione del Pantheon, venne coniata in finissimo argento dal socio Sig. Ciro Tipaldi (Fig. 2 – mm.28,60, bronzo dorato), sormontata da una corona; da un lato ha la scritta: PREMIO AL VIRTUOSO ed in seguito lo spazio necessario per incidervi il nome del socio, in mezzo ad un cerchio di alloro e di quercia; dall’altro lato ha la scritta: PANTHEON DE’ VIRTUOSI COSMOPOLITI, ed in mezzo ha scolpita la Virtù, rappresentata da una giovane di nobile aspetto, avendo in una mano il Globo, per indicare che la Virtù si estende per tutto il Mondo, dall’altra mano ha un ramo di quercia per dimostrare che essa è la parte più forte che esiste per gli esseri che s’innalzano sulle masse per le loro belle e generose azioni, ed anche per dimostrare il suo spirito belligerante; sul petto ha incisa l’effige del Sole, simbolo atto ad illuminare le menti ancora offuscate dall’egoismo; in testa ha la fiamma con un serto d’alloro per dimostrare il suo calore e la sua fermezza per le scienze e la gloria che può acquistare; sarà corredata da un nastro di colore giallo e amaranto, dà colori municipali napoletani, filettato di rosso all’estremità.

Fig. 2

Il Circolo ebbe anche una sezione Popolare alla quale venne annessa la Scuola Dantesca Napolitana  approvata da  S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, comm. Coppino in data 7 agosto 1867.

Scopo di questa scuola fu quello di istruire ed educare le masse popolari infime della città di Napoli mediante la lingua che esse parlano ed intendono.

La Scuola Dantesca aveva, a tale effetto, a sua disposizione una edizione del Dante Popolare o la Divina Commedia in dialetto napolitano per Domenico Jaccarino, il quale doveva procurare con ogni mezzo possibile di spiegare e far intendere al popolo basso le massime delle virtù civili, morali e nazionali che trovansi racchiuse nel Divino Poema. A tale scopo furono donati ai capi popolani dei bassi quartieri di Napoli molte copie del Dante Popolare; essi volendo, si offriranno a leggere e commentare, con la mutua istruzione, la Divina Commedia, secondo lo spirito del testo e della traduzione. A tutti coloro che nati nel volgo sapranno meglio comprendere la filosofia o l’estetica, il civile o il morale della Divina Commedia del Dante, vennero concessi dei premi da lire 20 cadauno con diploma e una medaglia, tutto a spese della scuola; detto premio venne esteso anche a coloro che leggendo la parte tradotta nel dialetto, seppero volgerla in lingua italiana e dare la spiega delle parole più difficili del Dante; per i più assidui alla scuola, vi furono anche premi speciali in abiti completi.

I nominativi di tutti coloro che si distinsero tanto nello spiegare il Dante agli altri, quanto nel comprenderlo in tutto il significato morale, vennero pubblicati con menzione onorevole nel “Giornale”, organo della scuola Dantesca Napolitana e del Circolo Giambattista Vico.

La medaglia della scuola Dantesca fu coniata in aluminiun anche dorato (Fig. 3 d. 28,60 mm. – anche da 34,70 mm. Fig. 4); da una parte vi è il busto di Dante Alighieri con la scritta all’intorno LA SCUOLA DANTESCA NAPOLITANA 1867 e dall’altro avrà un ramo di alloro e quercia con la scritta AI BENEMERITI DELLA ISTRUZIONE POPOLARE. Il nastro, a corredo, era diviso in tre colori simbolici, cioè il giallo ed il nero, per dimostrare l’Inferno; il rosso per dimostrare il Purgatorio; il bianco per dimostrare il Paradiso.

Fig. 3

Fig. 4

Il Circolo propose, ed organizzò dal 1870 l’istituzione di un’Esposizione Industriale, Artistica e Permanente; la medaglia conferita in occasione di queste manifestazioni è quella descritta in Fig. 5

Fig. 5

Dr/ nel giro la scritta ESPOSIZIONE PARTENOPEA PERMANENTE, sotto la data    –    1870    –    raffigurazione di Partenope stante che regge nel braccio destro   un cornucopia  e nella mano sinistra lo stemma della città di Napoli.

Rv/ nel giro la scritta ESPOSIZIONE SOCIALE PERMANENTE NAPOLInel campo in un serto d’alloro e di quercia annodati nel basso, PREMIO /A; al centro spazio lasciato libero per incidere il nominativo del premiato con la data della premiazione; sotto la firma TIPALDI

Bronzo – mm. 55,60

PER TUTTI GLI AMICI/APPASSIONATI E GLI INTERESSATI A QUESTO ARGOMENTO FACCIO UN BEL REGALO: LO STATUTO INTEGRALE DEL CIRCOLO PROMOTORE. 

BUONA LETTURA A TUTTI.

Statuto del Circolo Promotore Partenopeo

Giambattista Vico – Napoli 22 dicembre 1872

SEZIONE GENERALE

Art. 1

E’ istituito in Napoli per opera del comm. Domenico Jaccarino un circolo Promotore Partenopeo, letterario, scientifico, industriale, artistico, allo scopo di promuovere ed aiutare con ogni mezzo possibile lo studio e la diffusione delle lettere, delle scienze, delle industrie e delle arti, e di fondare per le prigioni, case di pena, carceri giudiziarie, di relegazione e di custodia del Regno d’Italia, delle biblioteche circolanti, fornendo a proprie spese di buoni e adatti libri, modelli di caratteri, stampe, carte di musica, oggetti didattici e quant’altro potrà occorrere; tutto ciò sempre nei limiti delle sue risorse finanziarie. Avrà anche lo scopo di premiare con attestati di lode e medaglie di bronzo quei detenuti delle carceri d’Italia che più si distinguono per morale condotta, buoni studi ed obbedienza alle autorità.

Art. 2

L’intitolazione del Circolo è la seguente: Circolo Promotore Partenopeo Giambattista Vico, Letterario, Scientifico, Industriale, Artistico.

Il bollo del Circolo porterà l’emblema di Napoli per originaria sua fondazione, cioè il cavallo sfrenato, con lo scritto all’intorno: Istruzione – Educazione del Popolo.

Art. 3

Detto Circolo ha tre categorie di soci:

Fondatori;

Promotori;

Onorari.

Soci fondatori possono essere nominati coloro che abbiano pubblicata una qualche loro opera sia letteraria, sia scientifica, sia industriale, sia artistica (facendone pervenire copia al circolo) e che godono opinione e fama illustre nella repubblica letteraria, o nelle scienze, o nelle industrie o nelle arti. A questi soci viene conferita una medaglia d’oro di 1^ classe (che poi sarà d’argento dorato, valutandosi come in tutti i sodalizi di questo genere più il valore morale che quello materiale) appositamente coniata dal Circolo, col busto di Giambattista Vico da una parte e la scritta: CIRCOLO PROMOTORE PARTENOPEO e dall’altra con un cerchio d’alloro collo spazio necessario, affinchè ogni socio possa farvi incidere, volendolo, il proprio nome: possono essere anche soci fondatori, persone benemerite delle scienze, delle lettere, delle industrie, delle arti, i mecenati e i filantropi distinti.

Soci promotori possono essere nominati tutti quelli che quantunque nulla abbiano dato alle stampe nelle materie anzidette, abbiano però scritto o fatto qualche cosa in prò delle lettere, scienze, industrie ed arti; a questi soci viene conferita una medaglia d’argento di 2^ classe, come quella di cui sopra.

Soci onorari possono essere nominati tutti quelli che bramano l’incremento e lo sviluppo delle lettere, delle scienze, delle industrie e della arti; a questi soci viene conferita una medaglia di bronzo di 3^ classe, come quella di cui sopra.

A tutti questi soci, indistintamente, viene rilasciato un diploma firmato dal presidente fondatore, dai quattro consiglieri delle quattro sezioni del Circolo e dal segretario generale.

Art. 4

Per l’ammissione dei soci, incluso il diploma e la medaglia, si deve versare alla cassa del Circolo per una volta tanto la seguente quota:

soci fondatori lire 20; soci promotori lire 10; soci onorari lire 10. Ogni socio può inoltre versare la sua offerta volontaria alla cassa del Circolo; per un’offerta non minore di 5 lire il socio verrà dichiarato pubblicamente “Benemerito”, qualità che sarà anche aggiunta nel diploma di nomina. I soci di Napoli, di civile ma povera condizione, possono essere dispensati dal pagamento della stabilita quota di ammissione, però debbono pagare la medaglia e presentarsi personalmente a tutte le esigenze del sodalizio.

Art. 5

Tutti i soci sono convocati una volta l’anno per udire leggere ed approvare il rendiconto economico del Circolo stesso, e per fare ancora proposte o di riforme, o d’innovazioni nell’interesse e incremento di quello e relativo al suo fine di promuovere ed aiutare gli studi letterari, scientifici, industriali ed artistici, diffondendo sempre l’istruzione e l’educazione nelle carceri del Regno. I soci del Circolo domiciliati fuori Napoli possono anche essere ammessi con una offerta pecuniaria, secondo le proprie forze, se ne fanno domanda alla presidenza, restando esenti da qualunque pagamento di tassa, secondo è stabilito nell’art. 4; in tal caso però dovranno contentarsi di ricevere le medaglie di semplice metallo, o dorato o argentato secondo le rispettive nomine. Possono essere nominati ancora gratuitamente per tutta l’Italia, i letterati poveri, gli industrianti indigenti e tutti coloro che, avendo i requisiti richiesti, non hanno mezzi a soddisfare la tassa di ammissione.

SEZIONE DELLA VIRTU’

Art.6

Il Circolo Vico, informato anche ai principi pii di filantropia, carità e beneficenza, avrà ancora lo scopo di premiare la virtù, ovunque si trovi; a qual fine avrà come seconda sezione quella della “Virtù”. Questa sezione filantropico – umanitaria avrà il titolo di “Pantheon dei Virtuosi Cosmopoliti”; scopo di questa sezione sarà quello di premiare il coraggio, l’abnegazione, la filantropia, la generosità, la carità, la morale e l’operosità. Per tassa di ammissione, diploma, statuto e medaglia d’argento, ogni socio deve versare la somma di lire 20. Per i soci di questa sezione vengono ancora contemplate le ragioni esposte nell’art.5 del presente Statuto. I soci Salvatori sono sempre esenti da qualunque pagamento di tassa o altro per obbligo; possono però fare un’offerta a piacere, se vogliono, alla cassa del Circolo e per le spese occorse di medaglie, posta ed altro.

Art. 7

Possono essere dichiarati soci Virtuosi tutti coloro che di qualunque età o sesso si siano o abbiano almeno due dei requisiti seguenti:

  1. Avere buona morale, istruzione, carità e filantropia;
  2. Avere fondato un sodalizio utile alla coltura della società civile, o all’umanità, o alla pubblica istruzione o all’agricoltura e pastorizia o alle scienze;
  3. Avere fondata una Biblioteca popolare circolante;
  4. Essere direttore di uno stabilimento umanitario, adempiendo con cristiana carità al proprio ufficio;
  5. Essere direttore di una cassa torrenziale di pena, e di godere fama di umano e caritatevole, adempiendo più che da padre al proprio ufficio e rendendo meno pesante al detenuto la sua prigionia;
  6. Essersi assai distinto con abnegazione della propria vita in atti di coraggio e di salvamento ed in pubbliche epidemie tanto da essersi meritata la medaglia governativa in premio a servigi resi in prò dell’umanità o della salute pubblica;
  7. Avere politicamente giovato alla causa della propria Patria, sempre in favore della virtù, del progresso e della civiltà, anche con sacrificio delle proprie sostanze;
  8. Godere di fama d’intemerato cittadino e probo ed onesto gentiluomo;
  9. Aver fatta un’invenzione o una scoperta utile alla Società e ciò colle proprie fatiche, senza alcun aiuto, venendo in tal guisa a sollevare le fatiche dell’operaio e rialzandone la dignità;
  10. Aver data alle stampe un’opera qualunque di pubblica utilità e vantaggio, encomiata almeno da quattro giornali, sia Italiani che Esteri;
  11. Aver assegnato vitalizi agli indigenti, maritaggi alle donzelle orfane, assegni mensili ai poveri vecchi o agli inabilitati al lavoro;
  12. Essersi reso inabile al lavoro per mutilazione sofferta per ferita riportata in battaglia per la salvezza, od in decoro della propria Patria e ciò sempre per uno scopo progressista, civile e liberale;
  13. Aver restituita al padrone una qualunque somma trovata per caso, ricusando qualunque ricompensa, fuorchè quella di avere commessa una buona azione;
  14. Aver ricevuto un premio qualunque e da qualunque parte del mondo per distinte opere d’ingegno, sia letterarie, sia umanitarie, sia scientifiche sia industriali che artistiche.

Art. 8

La medaglia per i soci al Pantheon è coniata in finissimo argento dal socio Sig. Ciro Tipaldi, sormontata da una corona; da un lato ha la scritta: PREMIO AL VIRTUOSO ed in seguito lo spazio necessario per incidervi il nome del socio, in mezzo ad un cerchio di alloro e di quercia; dall’altro lato ha la scritta: PANTHEON DE’ VIRTUOSI COSMIPOLITI, ed in mezzo ha scolpita la Virtù, rappresentata da una giovane di nobile aspetto, avendo in una mano il Globo, per indicare che la Virtù si estende per tutto il Mondo, dall’altra mano ha un ramo di quercia per dimostrare che essa è la parte più forte che esiste per gli esseri che s’innalzano sulle masse per le loro belle e generose azioni, ed anche per dimostrare il suo spirito belligerante; sul petto ha incisa l’effige del Sole, simbolo atto ad illuminare le menti ancora offuscate dall’egoismo; in testa ha la fiamma con un serto d’alloro per dimostrare il suo calore e la sua fermezza per le scienze e la gloria che può acquistare. Il nastro sarà giallo e amaranto, dà colori municipali napoletani, filettato di rosso all’estremità.

SEZIONE POPOLARE

Art. 9

Il Circolo avrà inoltre la sezione Popolare alla quale va annessa la Scuola Dantesca Napolitana  approvata da  S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, comm. Coppino in data 7 agosto 1867.

Scopo di questa scuola è quello di istruire ed educare le masse popolari infime della città di Napoli mediante la lingua che esse parlano ed intendono.

Art. 10

La Scuola Dantesca avrà, a tale effetto, a sua disposizione una edizione del Dante Popolare o la Divina Commedia in dialetto napolitano per Domenico Jaccarino, il quale procurerà con ogni mezzo possibile di spiegare e far intendere al popolo basso le massime delle virtù civili, morali e nazionali che trovansi racchiuse nel Divino Poema. A tale scopo si doneranno ai capi popolani dei bassi quartieri di Napoli molte copie del Dante Popolare; essi volendo, si offriranno a leggere e commentare, con la mutua istruzione, la Divina Commedia, secondo lo spirito del testo e della traduzione.

Art.11

A tutti coloro che nati nel volgo sapranno meglio comprendere la filosofia o l’estetica, il civile o il morale della Divina Commedia del Dante, saranno dati dè premi da lire 20 cadauno con diploma e medaglia, tutto a spese della scuola; detto premio sarà esteso anche a coloro che leggendo la parte tradotta nel dialetto, sapranno volgerla in lingua italiana e dare la spiega delle parole più difficili da Dante; per i più assidui alla scuola, vi saranno dei premi speciali in abiti completi.

Art. 12

I nomi di coloro che più si distingueranno tanto nello spiegare il Dante agli altri, quanto nel comprenderlo in tutto il significato morale, saranno pubblicati con menzione onorevole nel “Giornale”, organo della scuola Dantesca Napolitana e del Circolo Giambattista Vico.

Art. 13

I fondi per tutte le spese necessarie alla stampa del poema e dei diplomi, e per le coniazioni delle medaglie e pei premi in denaro ed in abiti, saranno prelevati dalla cassa costituita dalle quote dei soci Promotori e Benemeriti della popolare istruzione.

Art. 14

Ogni socio Promotore dovrà versare per una sola volta lire 20 alla scuola e si avrà il diploma e la medaglia corrispondente, nonché una copia del Dante Napoletano.

Art. 15

La medaglia della scuola Dantesca sarà coniata in aluminiun dorato; da una parte avrà il busto di Dante Alighieri con la scritta all’intorno LA SCUOLA DANTESCA NAPOLITANA 1867 e dall’altro avrà un ramo di alloro e quercia con la scritta AI BENEMERITI DELLA ISTRUZIONE POPOLARE. Il nastro sarà diviso in tre colori simbolici, cioè il giallo ed il nero, per dimostrare l’Inferno; il rosso per dimostrare il Purgatorio; il bianco per dimostrare il Paradiso.

Art. 16

Tutti i soci del circolo Giambattista Vico possono essere ammessi in qualità di soci promotori con medaglia d’oro alla scuola Dantesca Napolitana.

Art. 17

La scuola è retta da un comitato di consiglieri fondatori o promotori d’illimitato numero e presieduta di diritto dal fondatore traduttore del Divino Poema comm. D. Jaccarino.

Art. 18

Il Circolo Vico, il Pantheon dei Virtuosi Cosmopoliti e la Scuola Dantesca Napolitana, possono avere i loro delegati speciali in tutte le parti d’Italia e dell’estero, quando si trovano capaci, attivi, eminentemente disinteressati e filantropi distinti.

Art. 19

Il delegato può proporre e far accettare nuovi Soci, fare proposte per l’utilità dei sodalizi ai quali è aggregato, raccogliere offerte in libri ed in denaro.

Art. 20 (omesso)

Art. 21

Dall’introito del Circolo Vico si preleveranno le spese di stampa, scrittoio, segreteria, pigione per l’affitto dell’ufficio e sala riunioni, bidello, nastri, medaglie, astucci, telegrammi, corrispondenza, ecc. ecc. e tutto il resto sarà impiegato all’acquisto di buoni libri per le biblioteche circolanti nelle prigioni d’Italia, ed in specie di Napoli, alle sovvenzioni e sussidi agli orfani, agli operai senza lavoro ed agli inabilitati a lavorare, ai Salvatori poveri, agli allievi della Scuola Dantesca.

DISPOSIZIONI GENERALI AMMINISTRAZIONE ED ELEZIONI

Art. 22

IL Circolo è convocato ordinariamente al capodanno o nei primi quindici giorni successivi; le sue assemblee generali sono legali qualunque sia il numero dei soci intervenuti.

Art. 23

Ad ogni anno l’assemblea generale delibera sul resoconto economico morale dell’anno percorso e il presidente fondatore, che è di diritto amministratore e direttore del Circolo, sarà tenuto a presentare i registri d’introito ed esito a chiunque socio ne faccia domanda; i conti dovranno essere annualmente esaminati da apposita commissione nominata dall’assemblea, e composta di tre soci che ne riferiranno alla stessa in una seconda convocazione a capo di otto giorni.

Art. 24

L’assemblea nomina le cariche seguenti:

  • Un presidente Generale;
  • Un presidente Onorario;
  • Un consigliere per la sezione Lettere;
  • Un consigliere per la sezione Scienze;
  • Un consigliere per la sezione Industrie;
  • Un consigliere per la sezione Arti;
  • Due consiglieri supplenti;
  • Un segretario Generale;
  • Un segretario per la sezione della Virtù;
  • Un segretario per la sezione Popolare, retribuito con 40 lire mensili;
  • Tre consiglieri Promotori per la sezione della Virtù;
  • Tre consiglieri Promotori per la sezione Popolare.

Il consigliere più anziano, in mancanza o impedimento del presidente può sostituirlo nelle sedute.

Art. 25

Tutte le cariche riunite formano  il comitato direttivo che ha la facoltà di proporre e nominare novi soci; dar premi ai generosi Salvatori; ricompensare gli allievi della Scuola Dantesca. Lo stesso Comitato si riunisce ad ogni settimana a giorno ed orario fisso nella sede del Circolo.

Art. 26

L’elezione annuale si fa a maggioranza assoluta di voti; i soci che non possono intervenire all’elezione hanno facoltà a far pervenire il loro voto per iscritto alla presidenza in busta sigillata.

Art. 27

Il presidente fondatore e amministratore rappresenta il Circolo in tutti gli atti interni ed esterni; convoca e presiede il comitato direttivo e l’assemblea generale, previo l’opportuno accordo con i consiglieri, presidente alla segreteria e promuove in genere l’esatta osservanza del presente Statuto, e delle deliberazioni generali. Provvede, nei limiti del bilancio, ai mezzi finanziari occorrenti al lavoro del comitato direttivo, risolve ogni reclamo ed ogni difficoltà dipendente dall’applicazione dello Statuto, riceve e fa iscrivere i soci, promuovendo da sempre in genere lo svolgimento del triplice scopo del Circolo.

Art. 28

I consiglieri, i supplenti ed i segretari assistono il presidente nella sua opera.

Art. 29

Nella sede del Circolo, o in altre sale, dietro parere favorevole del comitato direttivo, vi possono essere sedute, o convegni sociali, scientifici, artistici, perché vi si trattino, sopra prestabilito ordine dl giorno, esclusa ogni discussione religiosa o politica, i quesiti della scienza, delle arti, delle industrie e delle lettere.

Art. 30

Il comitato direttivo provvede alla tenuta regolare dell’archivio del Circolo e veglia alla provvista degli oggetti sociali, scientifici, industriali occorrenti al Circolo; alla stampa dei diplomi, statuti e lettere di nomina, alla coniazione delle medaglie e fabbricazione dei nastri.

Art.31

Quando vi saranno mezzi, il Circolo si propone l’istituzione di un’Esposizione Industriale – Artistica – Permanente, di cui a suo tempo verrà pubblicato il Regolamento.

Art. 32

Non si potrà fare modificazione al presente Statuto, se non a maggioranza dei due terzi dei votanti e sopra domanda di due dei consiglieri e di tre soci anziani. Rifatto, letto ed approvato nella seduta del comitato direttivo del 22 dicembre 1872 ed approvato dal nuovo comitato direttivo eletto dall’assemblea generale dei soci, addì 10 gennaio 1873.

COMITATO DIRETTIVO

Presidente generale amministratore – comm. Domenico Jaccarino  – 3^ riconferma).

Consigliere per la sezione Lettere – comm. Roberto Guiscardi, Barone di Stigliano.

Consigliere per la sezione Scienze – prof. Giuseppe De Ficchy.

Consigliere per la sezione Industrie – cav. Ferdinando Esposito Faraone.

Consigliere per la sezione delle Arti – maestro Giovanni Pirolli.

Consiglieri per la sezione della Virtù:

1° – rev. Celestini degli Alcantarini;

2° – prof. Francesco Pianese;

3° – cav. Antonio dottor D’Ajutolo.

Consiglieri per la sezione Popolare della Scuola Dantesca Napolitana:

1° – Ignazio Giannattasio;

2° – Prof. Giovanni Pianese;

3° – Giuseppe Pirolli.

Segretario Generale

Pietro Eduardo Jaccarino.

Segretario per la sezione della Virtù

Benedetto M. La Vaccara Giusti

Segretario per la sezione Popolare

Isidoro Pirolli

 

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