Una medaglia per il Regio Liceo “Mario Pagano”.

La storia di un convitto da Real Collegio Sannitico a Regio Liceo.

Il convitto fu istituito nell’anno 1816 con decreto dell’11 marzo da Ferdinando IV di Borbone; assunse il nome di Real Collegio Sannitico per l’istruzione pubblica della provincia del Molise ed ebbe una sede provvisoria presso il monastero degli Antoniani poiché la struttura non era idonea ad edificio scolastico. Effettuati i necessari lavori di adattamento del locale, il collegio venne inaugurato il 16 novembre del 1817; la direzione fu affidata ai Padri Barnabiti che portarono avanti un progetto per la costruzione di un nuovo edificio per le scuole e per il convitto. Ottenute le nuove strutture, chiesero ed ottennero di lasciare la gestione dell’Istituto. Il collegio rimase chiuso fino al principio dell’anno 1857, quando venne chiamato a dirigerlo il canonico Berardo Palombieri, sotto la cui amministrazione in quell’anno e previa l’autorizzazione di S.M. Ferdinando II di Borbone, il collegio venne elevato a Liceo. Nel 1861 divenne Regio Liceo e il 4 marzo del 1865, sotto proposta del Ministero della Pubblica Istruzione, con decreto firmato a Milano dal re Vittorio Emanuele II, il collegio prese l’attuale denominazione di convitto nazionale “Mario Pagano”, in onore del giurista, politico e patriota italiano Mario Pagano(1). Il convitto “Mario Pagano” di Campobasso, situato in corso Giuseppe Mazzini 1 (in centro città) è un convitto nazionale che ospita all’interno delle sue strutture una scuola primaria, una scuola secondaria di primo grado ed un liceo scientifico, tutte statali. L’utenza del Convitto è composto da alunni residenti a Campobasso e da quelli provenienti dai paesi vicini oltre che da fuori provincia. Gli alunni frequentano i tre ordini di scuola in regime di semiconvitto, permanendo nell’istituto anche durante le ore pomeridiane, per dedicarsi allo svolgimento dei compiti oltre che ad attività ricreative, sportive e musicali. La scuola offre anche, ai ragazzi dagli anni 14 provenienti da fuori provincia, l’opportunità di permanere nella struttura in regime di convitto. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il Convitto, che ha ospitato sempre convittori di sesso maschile, ha allargato le iscrizioni anche alle studentesse che frequentano il liceo del Convitto o altre scuole secondarie di secondo grado della città. La frequenza è resa possibile mediante la  sottoscrizione di un contratto per il pagamento di una quota finalizzata esclusivamente alla copertura dei servizi offerti (vitto e/o alloggio).  

L’edificio, di prospetto di circa 61 mt. (Fig. 1), si sviluppa su tre piani nel corpo centrale e su due nelle sezioni laterali.

Fig. 1 – veduta di prospetto dell’edificio.

La facciata (Fig. 2) presenta al piano terra un ampio portale centrale e una serie di finestre leggermente arcuate.

Fig. 2 – la facciata centrale.

Il primo livello ospita i locali della portineria, economato, refettorio (Fig. 3), palestra, cortile esterno, aule della scuola primaria, biblioteca, sala riunioni, laboratorio informatico, infermeria, sala informatica ed aule per attività extracurriculari. Il secondo livello ospita l’aula magna (Fig. 4), il laboratorio di informatica, la sala per visualizzazione di materiale video, le aule del liceo scientifico e della scuola secondaria di primo grado, le sale dei docenti, le aule del laboratorio liceo, le camere e i locali del settore convitto e la cappella.

Il terzo livello ospita l’appartamento del Rettore, la foresteria ed alcuni locali privati.


Fig. 3 – refettorio.

Fig. 4 – aula magna.

Nel corso degli anni il convitto fu rappresentazione, oltre a numerose iniziative degli studenti, anche di alcune manifestazioni ed eventi di notevole rilevanza al termine delle quali gli alunni ricevevano una premiazione.

La medaglia in Fig. 5, priva di qualsiasi altra iscrizione al di fuori della classe, risulta essere non assegnata e priva, anche, dell’ultima cifra nella data. Non ho avuto modo di reperire documentazione idonea, e/o di accertare per quale occasione questo conio venne concepito: doveva essere conferita in attinenza a questi eventi (?); al contrario, però, analizzando nel dettaglio l’iscrizione al dritto “REALE LICEO MARIO PAGANO”, la parola REALE risulta essere anacronistica con i tempi; ricordo che tutti i collegi ed i licei autorizzati sotto la sovranità Borbonica, con l’unità d’Italia vennero decretati Regi.

Fig. 5

Dr/ nel giro la scritta REALE LICEO MARIO PAGANO  nel campo stemma sabaudo.

Rv/ in un ramo d’alloro e uno  di  quercia annodati nel basso, la  scritta CLASSE, sotto, parte della data 186

Diametro mm 27,00

 (1) Nacque a Brienza nel 1748 e morì a Napoli nel 1799; fu rappresentante dell’illuminismo napoletano e profondamente influenzato dal pensiero di Giovan Battista di Vico, sul quale innestò le istanze democratiche e progressiste. In economia fu liberista e credette con i fisiocrati in un ordine naturale di rapporti economici. Negli studi penali continuò l’opera iniziata da C. Beccaria e da G. Fialgieri, propugnò la riforma del processo penale in senso accusatorio, volle derivati i principi informatori della legislazione penale dalle leggi eterne della natura, vagheggiando un codice comune a tutte le nazioni civili. Protagonista della Repubblica partenopea nata dalla rivoluzione del 1799, crollata, venne condannato a morte. Laureatosi in legge, in seguito a pubblico concorso nel 1770 fu nominato lettore straordinario di etica all’università di Napoli dove insegnò dal 1785, diritto criminale (le sue lezioni furono pubblicate postume, sotto il titolo di Principi del Codice penale, nel 1803). Continuava intanto anche nell’attività letteraria, pubblicando fra il 1787 e il 1792 alcuni drammi (Gerbino, Agamennone, Corradino, L’Emilia), che incontrarono l’ostilità dell’ambiente letterario ufficiale napoletano. Sensibile alle idee ugualitarie della Rivoluzione francese, partecipò all’attività della Società patriottica e volle assumere la difesa d’ufficio nei processi contro i patrioti del 1794: fu perciò denunciato, imprigionato nel 1796 e costretto a dimettersi dall’insegnamento e dalla professione. Liberato nel 1798 ed emigrato prima a Roam,poi a Milano, tornò a Napoli quando vi fu proclamata la Repubblica partenopea (nel gennaio 1799). In questa ebbe un ruolo di primo piano, conforme al grande prestigio da lui acquisito, nel frattempo, nell’ambiente «giacobino» napoletano: membro del Governo provvisorio e del Comitato legislativo, divenuto di questo presidente, preparò il disegno di costituzione repubblicana. Partecipò dal 5 giugno alla lotta armata per la difesa della repubblica e poi alle trattative di resa, e il 25 fu tra i firmatari della capitolazione. In seguito al tradimento di Nelson fu condannato a morte: salì il patibolo il 29 ottobre in piazza del Carmine con don Cirillo e altri patrioti.

BIBLIOGRAFIA:

www.convittonazionalemariopagano.it.

www.treccani.it, il portale del sapere.

www.wikipedia.it, l’enciclopedia libera.

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